La storia di un luogo è fatta di persone, di caratteri. Ogni persona ha il proprio volto, la propria faccia che nel corso delle esperienze sedimenta la propria storia personale. Ma ogni volto è anche quello che nel corso della storia evolutiva del genere umano si è portato dietro nei cromosomi. Guardare i volti, riconoscere gli sguardi delle persone è già un modo di viaggiare anche nel tempo. Osservare ritratti di persone distanti da noi cinquecento anni non è solo osservare un genere pittorico ma anche una osservazione all’interno della storia.

L’installazione collezione i volti di pattesi e siciliani. Li dispone su una serie di superfici trasparenti permettendone la visione del singolo ritratto e della moltitudine nello stesso tempo.. Camminandoci all’interno i volti serigrafati sul vetro si fondono con i ritratti delle persone che guardano, il mio volto si fonde con i ritratti osservati.

Questi “fogli” sono stati realizzati utilizzando il motore di ricerca di Google, senza avere fatto alcun intervento. E’ a sua volta un “ritratto” di cosa la rete intende, in questo caso, con “pittura siciliana del ‘500”. (Ricerca eseguita 18 aprile 2012 ore 17.50)

Ricerca: “pittura siciliana dell ‘800”.  (Ricerca eseguita 18 aprile 2012 ore 18.10)

Ricerca: “scrittori siciliani”.  (Ricerca eseguita 18 aprile 2012 ore 18.20)

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