Il museo è stato detto: è una collezione di interventi isolati che fanno da ponte, costituiscono delle scenografie che restituiscono vita, che costruiscono reti e attenzioni su dettagli del territorio dimenticati o non conosciuti e comunque isolati tra loro.

Sono come dei rimandi, dei richiami. In generale sono piccoli interventi sostenibili: come fosse una omeopatia urbana che lavora su ciò che ha di fronte valorizzandolo per combatterne, allontanarne la dimensione negativa: è il caso dell’orto botanico contemporaneo.

Le rovine interne alla città di Patti portate dalla guerra e dal terremoto sono, dopo tanti anni, un luogo certamente negativo: portatori di degrado, nidi e tane di animali e di cose gettate. E’ possibile cambiarne il segno?

Quante specie botaniche ci sono in questi luoghi che ormai non si trovano più nella città “ordinata”? In alcuni casi sono punti panoramici importanti. Sono punti nei quali fare rivivere la tramontata visione di città dai giardini pensili. Si può ripartire dai ruderi per cambiare segno alla città, facendoli diventare luoghi dai quali guardare e riscoprire il paesaggio già dall’interno del nucleo urbano: riscoprirne la bellezza.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: