Wikicrazia

In questo sito è possibile trovare materiali e documenti relativi al Laboratorio del Museo Diffuso di Patti, compresi i contributi di chi manifesterà interesse verso il progetto.

La condivisione e l’invito al cittadino a farsi coinvolgere nell’evoluzione del progetto è una caratteristica fondamentale del progetto stesso ed è per questo che il sito, oltre che un “repository”, costituisce uno strumento di partecipazione; non è importante se il contributo arriverà sotto forma di messaggio (all’indirizzo email laboratoriomuseodiffuso@gmail.com), se si materializzerà come commento (utilizzando gli appositi spazi presenti sul sito) o come articolo o post sul proprio blog, importante è che assumerà la forma scritta, documentata, destinata cioè a rimanere e a non perdersi come potrebbe essere uno scambio di battute a voce.

Questo sito, in altre parole, offre l’opportunità di condurre un esperimento di Wikicrazia.

Il termine “wiki” evoca modelli di processi “collaborativi” in cui tutti gli interessati possono intervenire; Wikicrazia¹, derivando dalla combinazione dei termini wiki e democrazia, rappresenta l’insieme dei metodi, degli strumenti e dei processi che favoriscono, attraverso l’uso di internet, la partecipazione dei cittadini ai processi di governance pubblica o, alternativamente, possiamo definire la Wikicrazia come una metodologia che fa uso degli strumenti disponibili in rete per consentire ed incentivare la partecipazione attiva dei cittadini alla gestione della cosa pubblica.

La Wikicrazia combina processi di tipo bottom-up, costituiti ovvero da attività, iniziative, proposte, forme di collaborazione messe in atto dai cittadini (dal basso, cioè), con processi di tipo top-down, rappresentanti forme di supervisione e coordinamento dall’alto, attuate, in genere, dagli stessi destinatari/beneficiari del processo wikicratico.

In genere il destinatario di un processo wikicratico è una pubblica amministrazione (a cui rimane demandato il compito e la responsabilità decisionale, sulla base di mandati provenienti da processi democratici) che ha deciso di avvalersi di un processo wikicratico (basato quindi sui contributi di una comunità autoselezionata di cittadini e stakeholder in genere) per ottimizzare al meglio la propria governance, conseguire al meglio un particolare obiettivo, attuare al meglio un particolare processo/progetto.

La Wikicrazia si basa quindi sull’incontro/confronto, supportato dagli strumenti di rete, di chi amministra con gli amministrati e si caratterizza come un mix di processi top-down e bottom-up.

Tipici strumenti della Wikicrazia sono ad esempio strumenti software di rete (siti, applicazioni, ecc.) adottati/implementati dalla pubblica amministrazione e deputati a ricevere segnalazioni di problemi dai cittadini, in modo continuativo e organico. Anche le trasmissioni in streaming di riunioni, ad es. di un Consiglio Comunale, possono rappresentare indirettamente segnali di stimolo e di incoraggiamento per i cittadini a contribuire alla governance attraverso processi wikicratici.

La rete fornisce ai cittadini e alle pubbliche amministrazioni strumenti per facilitare e rendere i loro rapporti produttivi, trasparenti e documentati e la Wikicrazia definisce un insieme di metodi e di regole per attuarli costruttivamente, con maturità, competenza.

Questo sito che riguarda la progettazione del Museo Diffuso di Patti, commissionato dall’Amministrazione Comunale Pattese e che si rivolge agli stessi pattesi per indurli a contribuire alla sua progettazione, può a tutti gli effetti essere considerato uno strumento di Wikicrazia.

La presentazione di quest’esperienza è parte inoltre della nuova edizione del saggio Wikicrazia Reloaded disponibile in formato e-book.

Approfondimenti

¹ Il termine Wikicrazia è stato usato per la prima volta da Alberto Cottica che nell’Ottobre 2010 ha pubblicato, presso Navarra Editore, il saggio “Wikicrazia, l’azione di governo al tempo della rete: capirla, progettarla, viverla da protagonista”; ecco la definizione che ne dà l’economista americano David Lane: “Wikicrazia è una visione entusiasmante di quello che le politiche pubbliche potrebbero diventare nell’era di Internet: la mobilitazione di una intelligenza collettiva, attraverso la collaborazione creativa tra gli amministratori, le organizzazioni nonprofit, e soprattutto migliaia e migliaia di cittadini motivati a inventare, attuare e sorvegliare gli effetti dei nuovi schemi di interazione – abilitati dalla tecnologia – che possono rendere le nostre vite più produttive, importanti e socialmente responsabili; e la nostra società più aperta e coesa”.

Wikicrazia sul sito di Alberto Cottica

Wikicrazia in otto minuti (video su YouTube)

Wikicrazia di Fabrizio Barca (su Menabò di Etica ed Economia)

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