• Indice pattese delle cose da riscoprire •

La maggior parte delle cose che ci interessano avvengono al di fuori dei nostri occhi. Restano lì da scoprire. Portano con se delle storie. Questo è il loro inventario, pensato per lotti, come per le opere che si mettono all’asta. Ma qui non si vende nulla. Semmai si ri-acquista una attenzione.

A una mappa spesso si associa una legenda, un elenco, un indice che ci parla dei contenuti che vi appaiono.

La migliore definizione di questo indice credo sia che esso rappresenterà il catalogo del museo.

E’ strumento per la costruzione del museo perché, associato alla mappa Cosmogonia pattese, permette di organizzare i contenuti per le successive attività di trasmissione, esposizione, comunicazione ed educazione.

Perché un indice? Per la sua natura aperta, estensibile, comprimibile. Per la sua natura di strumento costantemente aggiornabile.

L’indice Definisce alcune regole, alcuni ambiti, ma nello stesso tempo ne programma anche il miglioramento.

Altra cosa sarebbe un catalogo-saggio che come accade normalmente, nei musei tradizionali, subisce l’obsolescenza dell’idea.

Questo è un museo vivo, costantemente in costruzione, per definizione: vive della vita dei suoi abitanti recuperando e mostrando le storie interrotte, sepolte, dimenticate, in altre parole da riscoprire.

Per il momento il suo compito è di elencare e far emergere le componenti, i contenuti che costituiscono il valore del territorio pattese, farle emergere all’attenzione.

A titolo di esempio, la prima cosa scelta è di natura geografica: la mappa nautica che comprendendo la costa pattese ingloba buona parte delle isole Eolie. Come dice il titolo della raccolta – l’indice – l’attenzione si sposta dalle cose note, più evidenti e condivise, alle cose che hanno un grande valore di attrazione ma che al momento non sono al centro dell’attenzione.

La prima scheda, a titolo di esempio, è relativa alla carta nautica.

“TERRE E ACQUE. 

Ci sono molte antiche storie che una volta ascoltate o lette ci permettono di conoscere e quindi capire la relazione che lega le terre pattesi con il mare. Dall’origine greca, con Tindari che si colloca in cima a un promontorio per controllare meglio il golfo, ai racconti mitici della Donna Villa che ai piedi dello stesso promontorio attirava gli sventurati marinai per sedurli e poi liberarsene in modo atroce. Ma ancora, il rapporto con l’arcipelago delle Eolie che le vede spesso descritte come un luogo dal quale arrivava qualcuno o qualcosa o verso il quale si andava alla ricerca dell’ultima dimora.

Questa mappa nautica contiene tutte le vecchie storie di viaggi e di turismo tra la costa e l’arcipelago, uno dei tratti di mare più frequentato dalla navigazione da diporto.

Oggi la mappa cartacea è sostituita dalle nuove tecnologie digitali GPS. Hanno il merito di guidarci con una maggiore sicurezza e precisione ai contenuti ma si perde la visione generale che la mappa cartacea ci restituiva, quel senso di insieme di acqua e terra che Salvatore Quasimodo celebra nella sua prima raccolta di poesie”.

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