• L’universo, le intelligenze, la scienza e il museo •

Quanto detto ci suggerisce che il primo atto da seguire è l’osservazione del territorio pattese, di cosa contiene e di cosa possiamo raccogliere per costruire una collezione che ci permetta di costruire questa esperienza “unica e irripetibile”.

E’ fondamentale procedere nella conoscenza del territorio e delle sue cose per capire cosa possiamo offrire a chi viaggia. C’è una grande ricchezza di elementi tuttavia scollegati tra loro.

Importante quindi è procedere ad uno scavo del territorio per ricercare i “reperti” necessari per costruire una collezione. Come in archeologia, si tratta di portare alla luce e di riconnettere le cose trovate e raccolte.

Gli elenchi che troveremo qui di seguito servono a suggerire come guardare il territorio e, alla fine suggerirci una possibile organizzazione delle sezioni del Museo.

Questo modo di procedere, metodologicamente segue ed espande uno schema chiamato Universal Network for Information and Documentation. Si tratta del documento che Paul Otlet (1858-1944) ha realizzato nel momento in cui fonda la scienza bibliografica.

Viene citato perché oggi è stato riscoperto come uno dei documenti che maggiormente si avvicinano al World Wide Web, ad internet, poiché descrive un grande ipertesto semantico che contiene la conoscenza dell’umanità. In altre parole, è uno strumento, un metodo, che aiuta nell’organizzazione della conoscenza, nel cercare, all’interno di questa, strade per elaborare la conoscenza stessa.

A FIANCO DELLA CONSERVAZIONE UNO DEGLI OBIETTIVI DEL MUSEO E’ L’ELABORAZIONE DELLA CONOSCENZA: NON IL SEMPLICE MANTENIMENTO DEI MATERIALI MA LA RICERCA E LA COSTRUZIONE DI RELAZIONI TRA LE PARTI CHE LO COMPONGONO

Il documento è strutturato come un algoritmo; Otlet, un secolo prima del computer, ci parla di ipertesti, di motori di ricerca e di accessi remoti. La cosa a cui lui pernsa altro non è se non una grande mappa dei diversi ambiti della conoscenza. Così come i suoi contemporanei stavano procedendo nel descrivere il pianeta, mappandolo in forme precise, lui tentava di mappare la conoscenza.

In questo senso, metodologicamente, diventa un archetipo da seguire e L’attività di mappatura segna il  procedere di questo lavoro.

FARE UN MUSEO: CONOSCERE E PRENDERSI CURA DELLA CITTA’ E DELLA SUA VITA INTERNA  IN UN GRADUALE SVILUPPO DELLA RAGIONE UMANA CHE ABITA IL MONDO, IL PROPRIO PAESAGGIO

Fare una mappatura è un atto conoscitivo, fondamentale, che richiede di coinvolgersi con tutte le forme e le manifestazioni della conoscenza di un luogo.

L’elenco che segue non è semplicemente una traccia da seguire ma il resoconto, la testimonianza, di quanto fatto finora da chi scrive.

Il percorso segue un itinerario che parte dalle raccolte formalizzate per procedere verso le scritture presenti sul territorio, per infine approdare alla brulicante vita fatta di parole ricordate, di racconti e di testimonianze.

Si parte quindi dalla ricerca delle collezioni strutturate:

  • collezioni d’arte (pubbliche)
  • collezioni etnografiche
  • collezioni archeologiche
  • collezioni naturalistiche
  • collezioni in genere (private e pubbliche)

Seguono le cose presenti sul territorio:

  • centri urbani
  • architetture religiose
  • architetture civili di pregio
  • monumenti
  • fabbriche
  • opifici
  • laboratori
  • strade
  • giardini
  • parchi
  • nature (boschi, alberi, piante, ecc. ecc.)
  • case coloniche
  • masserie
  • contadini

Importante è anche ricercare le intelligenze del territorio…

  • competenze
  • progettualità
  • usi
  • consuetudini
  • associazionismi

… e le persone e i personaggi, molto importanti per la conoscenza del territorio:

  • divinità
  • sante
  • madonne
  • regine
  • streghe
  • vescovi
  • governatori
  • storici
  • critici
  • civili
  • contadini

Senza dimenticare i saperi, le scienze del territorio, di natura archetipica e storica:

  • popolazioni preistoriche
  • sicani
  • siculi
  • greci
  • romani
  • bizantini
  • arabi
  • normanni
  • svevi
  • aragonesi
  • francesi
  • spagnoli
  • austriaci
  • inglesi
  • borbonici
  • garibaldini
  • viaggiatori

o quei saperi relativi alle competenze:

  • giuridico/legislativa
  • agricolturale
  • geologica
  • ambientale
  • produttiva

La lettura di quanto è stato scritto su e nel territorio. E quindi la conoscenza delle scritture nelle loro varie espressioni:

  • epigrafi su pietra
  • iscrizioni
  • atti del governo
  • archivi storici (museo diocesano, archivio capitolare, “Arca Magna”, archivio del comune)
  • banche dati

ma pure:

  • riviste
  • periodici
  • quotidiani

Questo porta direttamente a riconoscere, a costruire, una Bibliografia delle scritture del territorio:

  • saggistica
  • romanzi
  • poesie
  • racconti

Ancora, le scritture in rete: dimensione digitale, connessa e condivisa.

  • siti istituzionali
  • giornalismo professionale
  • giornalismo diffuso
  • blogger
  • forum
  • gruppi di discussione
  • social network
  • strumenti della Wikicrazia

Infine, tutto quanto non è documentato in forma scritta ma è riportato oralmente:

  • testimonianze
  • storie
  • ricordi
  • usi e consuetudini
  • modi di dire
  • oggetti d’uso quotidiano

Infine ci sono le persone incrociate nella ricerca, vere banche dati viventi, i sapienti, gli abitanti del territorio che hanno conoscenze dirette o ereditate.

Se il museo è espressione del territorio e questo ne è la sua prima sala, è prioritario considerare l’incontro con le persone che lo abitano e che ci costruiscono le loro esperienze per la costruzione del museo.

Non farò un elenco di nomi per evitare di dimenticarne qualcuno o attribuire memorie a persone sbagliate. Ma sicuramente, oltre ad avere consultato pubblicazioni, libri e documenti, è stato l’incontro con gli abitanti che ha permesso a questo lavoro di arricchirsi di contenuti e ha suggerito possibili linee di sviluppo.

Nel loro insieme le letture, le visioni e i racconti hanno preso la forma di un’enciclopedia del territorio, di una sommatoria di voci apparentemente slegate tra di loro. Attraverso questi racconti tuttavia si sono aperte delle strade da percorrere per costruire intorno agli elementi incontrati questa nuova idea di museo. Il frutto, il raccolto di quest’attività, di queste testimonianze è stato disposto su una mappa: la Cosmogonia Pattese della quale parleremo.

Ovviamente si tratta di elenchi aperti, mai esaustivi, così come sarà aperto l’intero sistema museale: aperto alla vita, sempre contemporaneo.

L’impressione che emerge è di una grande mappa della conoscenza pattese.

Un potente strumento che permette di costruire un sistema di navigazione e orientamento tra i contenuti e di riconoscere i legami e i temi da seguire nella costruzione della collezione.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: