• Qualcosa sulla parola museo •••

“I musei moderni sono una creatura dell’Età dei Lumi. Il modello di museo che ancora oggi vive o sopravvive è dedicato alla conservazione, all’educazione e al diletto.[…] Per visitare oggi i musei siciliani è sempre necessario, più ancora che per i musei di altre parti del mondo, conoscere i personaggi che li hanno creati e il rapporto che li lega alla cultura della società che li ha prodotti e di quella che li tiene in vita. In pochi altri Paesi e città i musei sono così legati al territorio.”

Alessandra Mottola Molfino, Viaggio nei musei della Sicilia, Kalòs Ed., 2010

I musei nascono, ora come nell’Età dei Lumi, come luoghi dove raccogliere oggetti di particolare valore, pregio e fattura: nascono dal collezionismo. Una volta raccolti, questi oggetti verranno poi conservati e documentati per farne oggetto di attività educativa.

I musei non possono essere visti come entità autonome da ciò che gli accade intorno. E’ il territorio che li produce con le proprie attività, le proprie risorse e le proprie intelligenze. Un territorio che si esprime nelle intelligenze delle persone che lo abitano.

In questo senso si può dire che il museo del Louvre è il risultato di secoli di operazioni di raccolta  cominciate con la collezione del re di Francia e terminate con i bottini di guerra di Napoleone Bonaparte che ne apre i battenti nel 1803. Il Louvre è un’esperienza francese, parigina, e il risultato di una politica culturale che l’accompagna. Un museo può, deve offrirci un’esperienza unica e irripetibile, e ciò non va inteso come un semplice slogan ma come un obiettivo, un’attitudine, da costruire, insieme a chi ha le competenze e le conoscenze del territorio, da raggiungere e da garantire nel tempo.

Tutto questo esprime un’idea precisa di sostenibilità del progetto e ci suggerisce che il museo si arricchisce di nuove funzioni nel tempo: i musei sono luoghi dove si può descrivere una realtà, conoscerla, attraverso una molteplicità di linguaggi, ampliarne e valorizzarne alcune sue caratteristiche, dove rendere sensibili le qualità di un territorio.

Nello specifico del museo diffuso possiamo introdurre alcune sue definizioni che sono il risultato e il motore del progetto.

IL TERRITORIO E’ LA PRIMA SALA DEL MUSEO…

IL MUSEO PRENDE FORMA DAL TERRITORIO CHE LO SUGGERISCE  E LO SOSTIENE

La relazione del museo diffuso con il territorio è stata esplicitata: il territorio è la sua prima sala ed è da qui che il museo prende forma rispondendo agli stimoli che da esso provengono. Se non fosse così, avremmo a che fare con un’entità slegata dalla vita del territorio stesso e che interesserebbe solo poche persone. Il museo è sempre in risposta a un graduale sviluppo della ragione umana che abita il mondo e che sa riconoscerne all’interno la visione che lo guida. Il museo è da intendersi come un mosaico di elementi che ospitano i temi proiettivamente, in relazione a una visione di futuro, essi cioè sono pensati all’interno di un progetto e di un racconto.

In ultimo, un museo, perché funzioni, deve essere un’esperienza unica e irripetibile.

In questo senso e con questa presunzione di base non si intende “rivestire” Patti con una idea di museo Pret a porter ma si intende disegnare intorno al suo corpo una sostanza museo unica e irripetibile. 

IL LABORATORIO DEL MUSEO E’ UN MUSEO LABORATORIO

Un museo oggi non può non essere produttivo di qualcosa. Ma la sua produttività è dipendente dalle capacità che il territorio può offrire.

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